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NAVIGATOR. Le agenzie del lavoro non vogliono formarli

Sì ad aiutare i beneficiari del reddito di cittadinanza, no a formare i 10mila tutor annunciati dal ministro dello Sviluppo.

Le agenzie per il lavoro private sono disposte ad aiutare i beneficiari del reddito di cittadinanza a trovare un’occupazione, ma non a formare i navigator  e a ‘ristrutturare’ i centri per l’impiego pubblici.

Durante l’incontro svoltosi il 24 gennaio tra i tecnici del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e i rappresentanti del mondo delle agenzie per il lavoro si è cercato di “definire l’aiuto che le agenzie per il lavoro possono dare su questo progetto dei navigator e del reddito cittadinanza”.

L’esponente Assolavoro, Paolo Ferrario, ha espresso la perplessità sulla formazione dei navigator: «Se mai assumeranno i 10mila navigator immaginati, ci vorranno 8-10 mesi di formazione per fare in modo che siano utili ai disoccupati. Durante i tavoli, anche se non hanno fatto richieste formali e ufficiali, ci hanno chiesto di formarli noi come soggetti privati. Ma per noi la formazione dei navigator deve restare in capo ai centri per l’impiego pubblici. Qualche agenzia privata autonoma ha detto che potrebbe formarli, ma il 95% del nostro settore ha dato la disponibilità a orientare le persone dicendo però di no alla formazione dei navigator. Non condividiamo la scelta – ha insistito – parliamo di persone a cui faranno un contratto a progetto di due anni e uno servirà di formazione».

 

DECRETO DIGNITÀ. Contratti a termine a rischio. Durigon apre a modifiche sulle causali

Contratti a tempo determinato (compresa la somministrazione) in scadenza. Effetti del Decreto Dignità entrato a pieno regime dal 1 novembre 2018. Un provvedimento che ha stabilito una stretta su più fronti, a partire dal ritorno della causale, le “motivazioni” che devono essere indicate per poter stipulare il contratto.

Il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon intervenuto al convegno Costruire l’Occupabilità – organizzato da Adecco e Dla Piper e patrocinato da Adapt – ha commentato: «Non escludo che la cancellazione delle causali possa essere decisa nel medio periodo, per trovare soluzioni più adeguate. Tra i primi interventi legislativi del governo c’è stata l’adozione del Decreto Dignità per la riduzione del precariato. Dovevamo risolvere storture del sistema precedente, come la possibilità di prorogare fino a tre anni i contratti a tempo determinato. Le agenzie per il lavoro si muovono nelle regole e offrono dei servizi ed crediamo molto nel loro lavoro. Valuteremo prima gli effetti ufficiali della legge, poi se necessario, metteremo mano al provvedimento per trovare soluzioni veloci e più efficaci anche per le aziende. Nel caso in cui ci fossero storture in alcuni settori, potremmo pensare di agire in maniera diversa, anche per i singoli segmenti»

INL: tracciabilità delle retribuzioni a partire dal 1 luglio

L’art. 1, comma 910 della L. n. 205/2017 (legge di bilancio per il 2018) ha stabilito che a far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti debbano corrispondere ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso gli strumenti di pagamento individuati dalla stessa norma. A partire da tale data, infatti, non sarà più possibile effettuare il pagamento della retribuzione e di suoi acconti in contanti, pena l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro.

Ai sensi del successivo comma 912, tale obbligo si applica ai rapporti di lavoro subordinato di cui all’art. 2094 c.c., indipendentemente dalla durata e dalle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa ed infine ai contratti di lavoro stipulati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci.

La corresponsione della retribuzione, dovrà avvenire attraverso uno dei seguenti strumenti:

  • bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

Per maggiori dettagli, consultare la Nota 4538/2018

INPS: Istruzioni sulle nuove assunzioni di giovani a tempo indeterminato- Legge di Stabilità 2018

Circolare n. 40/2018

L’INPS, con circolare n. 40/2018, fornisce istruzioni in merito all’esonero contributivo per le nuove assunzioni dei giovani con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ai sensi dell’art. 1 commi 100 -108 e 113 -114 della Legge di Stabilità 2018.

In tema di somministrazione di lavoro, l’istituto in particolare specifica che:

  • l’esonero contributivo spetta anche per le assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, ancorché la somministrazione sia resa verso l’utilizzatore nella forma a tempo determinato”, nonché nei periodi di disponibilità;
  • nelle ipotesi di assunzioni a scopo di somministrazione, in considerazione della circostanza che i benefici legati all’assunzione o alla trasformazione sono trasferiti in capo all’utilizzatore, la valutazione del rispetto del requisito (dell’assenza di licenziamenti nei sei mesi precedenti l’assunzione) va effettuata in capo all’impresa utilizzatrice;
  • esonero in esito a percorsi di alternanza scuola/lavoro, apprendistato: con particolare riferimento ai lavoratori assunti da un’agenzia e somministrati ad un utilizzatore che eroga loro la formazione prevista dall’apprendistato, si fa presente che l’esonero spetta non solo nell’ipotesi in cui, al termine del periodo di apprendistato duale – ed entro sei mesi dal conseguimento del titolo – il rapporto a tempo indeterminato venga instaurato con la medesima agenzia di somministrazione, ma anche nel caso in cui l’ex utilizzatore decida di assumere in via diretta e a tempo indeterminato il lavoratore al quale ha precedentemente erogato la formazione.

Ministero del Lavoro: criteri di autorizzazione per l’iscrizione all’albo delle agenzie per il lavoro

Decreto Ministeriale del 10 aprile 2018

In data 22 maggio 2018 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Ser. Gen. n. 117) il Decreto del 10 aprile 2018 del Ministero del Lavoro in materia di “Requisiti delle Agenzie per il lavoro, in attuazione dell’articolo 5, comma 1, lettera c), del decreto legislativo n. 276 del 2003”.

Tutte le Agenzie del Lavoro dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni entro i 12 mesi successivi (21.05.2019) dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del presente Decreto.

25 maggio: al via il nuovo Regolamento Privacy!

Il prossimo 25 maggio, con il General Data Protection Regulation, entra in vigore il nuovo Regolamento sulla Privacy, ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679, studiato per rispondere alle insidie della Digital Transformation.

Ma cos’è il GDPR? Il nuovo regolamento sulla Privacy 2018 riguarda la protezione, il trattamento e la libera circolazione dei dati personali delle persone fisiche. Come indicato dalla stessa Commissione Ue, la nuova Privacy 2018 ha diversi e nuovi obiettivi da perseguire, in primis il raggiungimento di una maggiore certezza giuridica, trasparenza, semplicità delle norme riguardanti il trasferimento di dati personali dall’Ue verso altre parti del mondo.

Il GDPR nasce quindi dall’esigenza necessaria ed urgente, di dare un regolamento comune nell’UE ed una maggiore protezione della privacy alla luce dell’innovazione tecnologica e dei nuovi modelli di crescita economica.

Manca ormai pochissimo e professionisti, imprese e Pubblica Amministrazione si stanno preparando ad adeguarsi alle nuove norme sul trattamento, protezione e diffusione dei dati personali delle persone fisiche in ottemperanza a quanto previsto dall’Unione Europea e al decreto privacy italiano.

Sistema Impresa Benevento si mette a disposizione di aziende, professionisti e PA al fine di assisterle nella conformazione al nuovo Regolamento.

Scarica il nuovo Regolamento Europeo in materia di Protezione dei Dati Personali.

Rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile: online la procedura.

Continua il processo di digitalizzazione avviato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ottica della semplificazione amministrativa. Da oggi, le aziende pubbliche e private che occupano più di 100 dipendenti (direttamente o attraverso singole sedi operative) dovranno inviare telematicamente il rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile.

Tale documento deve contenere le informazioni relative a ognuna delle professioni, allo stato delle assunzioni, alla formazione, alla promozione professionale, ai livelli, ai passaggi di categoria o di qualifica, ad altri fenomeni di mobilità, ai licenziamenti, ai prepensionamenti e pensionamenti, alla retribuzione effettivamente corrisposta (art. 46 del d.lgs. 11 aprile 2006, n. 198).

Lo scopo della disposizione consiste nel potenziamento del sistema di informazione secondo distinzioni di genere dei rapporti di lavoro al fine di consentire il controllo ed il monitoraggio costante delle situazioni aziendali in funzione di vigilanza sulla corretta applicazione del principio antidiscriminatorio e di promozione di azioni positive e di pari opportunità nei contesti lavorativi.

A partire dal biennio 2016-2017, il rapporto dovrà essere trasmesso telematicamente attraverso l’apposita procedura messa a disposizione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le informazioni, da inserire nel modello informatizzato, restano quelle indicate nel DM del 17 luglio 1996. Per il biennio 2016-2017, la scadenza per l’invio del rapporto è posticipata al 30 giugno 2018.

Per formalizzare l’invio sarà necessario collegarsi al portale dei servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, accedendo tramite SPID, oppure, con le credenziali di Cliclavoro.

Nelle regioni dove sono già disponibili altre procedure telematiche per effettuare l’adempimento, potranno essere utilizzate, per il rapporto relativo al biennio 2016-2017, le modalità vigenti e i dati raccolti saranno successivamente recuperati per consentire il monitoraggio completo a livello nazionale.

La mancata trasmissione del rapporto comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1955, n. 520 e, nei casi più gravi, può essere disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall’azienda.

Accedi alla procedura.

Per maggiori dettagli, consulta la guida alla compilazione disponibile al seguente link.